Il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu, ha avuto modo di esprimersi in conferenza stampa sulla prossima partita contro il Milan. Ecco le sue parole.
Dalla partita di andata contro il Milan, l’Inter ha cambiato passo in modo netto, con 14 vittorie nelle successive 15 partite. Che significato ha la gara di domani alla luce del percorso fatto da allora?
“E’ un derby e sappiamo tutti quello che rappresenta per due squadre forti della stessa città con grandi ambizioni. Dobbiamo mantenere il buono fatto fino ad ora, cercare di essere competitivi, cercare di essere una variante che ci permetta di esprimere al meglio quella che è la nostra crescita ultimamente”.
Con 2 risultati su 3 a disposizione, che approccio vuole alla partita? E’ più il rischio o il vantaggio di provare a gestirla?
“Non possiamo cambiare quello che abbiamo fatto di buono, la nostra identità che abbiamo cercato di sostenere dall’inizio. Dobbiamo essere bravi a capire i momenti e l’avversario senza perdere quello che ci ha permesso di avere dei buoni risultati”.
Come sta la squadra a livello fisico, in particolare Calhanoglu? Lo ritiene pronto dopo aver giocato un po’ col Genoa e un’ora col Como? E’ pronto a tornare dall’inizio?
“Stanno abbastanza bene, dopo il Como si sono allenati bene. oggi Marcus Thuram ha un po’ di febbre e non è riuscito ad allenarsi: speriamo che domani sia al 100% e a disposizione del gruppo. Calha dà segni di miglioramento fisico e nel ritmo della partita. Quell’ora a Como gli è servita, vediamo domani”.
Quanto conterà l’aspetto psicologico di questa sfida? Sono quasi due anni che l’Inter non vince un derby. I giocatori più importanti del gruppo hanno vissuto questi due anni. C’è stato un periodo così anche per il Milan, quando ha perso 6 derby consecutivi. Si parlava di ‘sindrome da Inter’. Questa squadra come affronterà questa sfida psicologicamente?
“Da inizio anno abbiamo fatto preparazione mentale per tutte le partite a prescindere dall’avversario e credo che siamo cresciuti sotto questo punto di vista, siamo migliorati, abbiamo un approccio diverso alle gare perché non sottovalutiamo e non sopravvalutiamo nessuno. Quello che conta è la gestione di quello che siamo noi e che vogliamo fare senza perdere di vista la realtà di una partita né sottovalutare o sopravvalutare l’avversario. Credo che l’identità e le ambizioni che ci siamo costruiti meritatamente quest’anno ci permettano di essere sereni e consapevoli del fatto che affrontiamo una squadra forte, che ci può mettere in difficoltà, che ha un cammino in questa stagione molto forte. Hanno perso solo due partite fino ad ora, hanno giocatori top dal punto di vista individuale, ma noi dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi, sereni, consapevoli della partita e di quello che vuol dire giocare un derby”.
Il Milan dice da una settimana che questa sarà la loro partita della vita. Cosa ti aspetti dalla tua squadra?
“Mi aspetto convinzione, serenità, consistenza su tutte le cose buone che abbiamo fatto oggi senza pensare alle statistiche degli ultimi due anni in queste partite, senza guardare quello che è accaduto. Quello che conta è la nostra crescita in questa stagione: prendo come esempio gli ultimi 3 mesi perché abbiamo fatto cose importanti, abbiamo saputo reagire a qualche sconfitta e delusione come la partita contro il Bodo. Ma questa squadra si è costruita dal punto di vista mentale una convinzione che le permette di affrontare tutte le partite nella stessa maniera”.
C’è un dato evidente: il Milan soffre particolarmente le squadre in blocco basso. Non è nella natura dell’Inter: visto la delicatezza dello scontro, che può valere un campionato, un approccio più accorto del solito da quel punto di vista è considerato per mettere in difficoltà il Milan?
“Quello che conta sono i momenti della partita e come gestirli. Devi fare del tuo meglio nel capire cosa si deve fare in un determinato momento. Credo che nella partita di andata loro ci abbiano costretti a difendere in blocco basso nel primo tempo. Non c’entra un approccio o una preparazione al piano gara: bisogna vedere anche quello che fa l’avversario, capire i momenti consapevoli dei suoi punti forti e cercare di non fare errori che lo mettano in condizione di sfruttare le loro caratteristiche. Questo non vuol dire che avremo un atteggiamento passivo. Speculare su una partita del genere non fa per noi, ma credo che siamo migliorati nel capire i momenti di una partita“.
Il campionato dell’Inter è stato asimmetrico: l’ultima sconfitta è stata nel derby. Dopo quella partita ha convinto la squadra a dover alzare il livello dell’attenzione perché quello precedente non bastava ad essere dominanti come lo siete ora?
“Per me abbiamo fatto lo switch dopo aver perso 3-1 contro il Napoli. Il derby è stata la conseguenza di un episodio a nostro sfavore, ma la crescita era già evidente”
Com’è cambiata l’Inter rispetto alla gara d’andata? Situazioni come il gol preso in quella partita e quasi bissato tre giorni dopo contro l’Atletico Madrid ora sembrano eliminate. Ci sono altri aspetti?
“Dalle sconfitte bisogna sempre migliorare e imparare, perché ti permettono di analizzare più approfonditamente determinate cose, di capire con umiltà quello che si deve fare. Non a caso, in campionato dopo quella partita, ma anche qualche partita prima, ho visto una netta crescita da questo punto di vista. Mancava lo switch dal punto di vista mentale nel capire determinati momenti e di avere un atteggiamento positivo e concentrato durante i 100 minuti di una gara. Non a caso è seguita una striscia importante di partite fatte bene”.
Viste le condizioni fisiche di Thuram, come sta vivendo il peso della responsabilità di Pio Esposito, che deve giocare il suo primo derby [da titolare] così giovane? Come lo vede? Cosa cambia nell’Inter nel giocare con lui anziché con Lautaro?
“Pio ha la fortuna di avere al suo fianco compagni che gli trasmettono serenità. La sua bravura individuale è capire la realtà in cui si trova, la determinazione e la cultura del lavoro. Non a caso sta facendo una stagione veramente impressionante per un giovane che l’anno scorso giocava in Serie B. Gestire la pressione di essere attaccante dell’Inter, le voci fuori, gli fa onore perché ha i numeri dalla sua parte e sta facendo una stagione importante. Sono tutti bravi spalle alla porta. Pio non ha la velocità di Marcus o Bonny, ma è bravo a salire, a fare le sponde giuste, a riempire l’area. Lui è devastante in area, di testa ma anche di piede. E’ furbo nonostante la giovane età. Ci godiamo le sue caratteristiche e siamo tutti molto contenti di quello che sta facendo in questo momento”.
C’è un dato evidente: il Milan soffre particolarmente le squadre in blocco basso. Non è nella natura dell’Inter: visto la delicatezza dello scontro, che può valere un campionato, un approccio più accorto del solito da quel punto di vista è considerato per mettere in difficoltà il Milan?
“Quello che conta sono i momenti della partita e come gestirli. Devi fare del tuo meglio nel capire cosa si deve fare in un determinato momento. Credo che nella partita di andata loro ci abbiano costretti a difendere in blocco basso nel primo tempo. Non c’entra un approccio o una preparazione al piano gara: bisogna vedere anche quello che fa l’avversario, capire i momenti consapevoli dei suoi punti forti e cercare di non fare errori che lo mettano in condizione di sfruttare le loro caratteristiche. Questo non vuol dire che avremo un atteggiamento passivo. Speculare su una partita del genere non fa per noi, ma credo che siamo migliorati nel capire i momenti di una partita”
Il Milan dice da una settimana che questa sarà la loro partita della vita. Cosa ti aspetti dalla tua squadra?
“Mi aspetto convinzione, serenità, consistenza su tutte le cose buone che abbiamo fatto oggi senza pensare alle statistiche degli ultimi due anni in queste partite, senza guardare quello che è accaduto. Quello che conta è la nostra crescita in questa stagione: prendo come esempio gli ultimi 3 mesi perché abbiamo fatto cose importanti, abbiamo saputo reagire a qualche sconfitta e delusione come la partita contro il Bodo. Ma questa squadra si è costruita dal punto di vista mentale una convinzione che le permette di affrontare tutte le partite nella stessa maniera”.




