Alla vigilia dell’emozionante ritorno allo Stadio Olimpico, l’allenatore del Genoa, Daniele De Rossi, ha analizzato i temi del match in conferenza stampa. Forte dell’importante successo casalingo contro la Fiorentina che ha riportato entusiasmo e ossigeno alla classifica del Grifone, il tecnico romano ha fatto il punto sulle condizioni della rosa, sull’impatto dei nuovi direttori sportivi e sulle insidie tattiche da affrontare contro la squadra di Gasperini.
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L’effetto-Fiorentina e l’emozione del ritorno all’Olimpico
Come ha vissuto De Rossi la prima vittoria e cosa si aspetta dal ritorno a Roma?
Il tecnico del Grifone ha sottolineato l’importanza dell’iniezione di fiducia dopo settimane complesse:
“Li ho visti bene. La parola giusta è fiducia: mancava solo quell’iniezione di morale che ti fa lavorare con uno spirito diverso. La strada è ancora lunga, ma abbiamo dimostrato di saper fare cose buone.
Tornare a Roma? L’anno scorso l’ho preparata esattamente come le altre ed ero concentrato sulla gara. Avere già affrontato la Roma da ex può aiutarmi a essere un po’ più freddo, ma la vera differenza è che la gara d’andata dell’anno scorso l’avevo preparata peggio, la seconda meglio. Il valore della Roma è cresciuto: ieri in Europa ha incassato tre gol da palla inattiva nel finale, ma resta una squadra dal valore spaventoso. I loro calciatori e il loro allenatore sanno come rialzarsi subito”.
Analisi del centrocampo e gestione dei singoli: Amorim, Traoré e il “caso” Baldanzi
Quali sono le condizioni di Amorim, Traoré, Ellertsson e Baldanzi?
De Rossi ha tracciato una radiografia completa del reparto mediano e dell’attacco del Genoa:
Su Amorim, Traoré e Sow: “Amorim ha fatto il primo allenamento a carichi bassi ed è il nostro vero regista basso con caratteristiche chiare. Traoré? Averlo in condizione risolve la metà dei nostri problemi, fa giocare meglio chi gli sta vicino. Sow è un box-to-box che va lasciato libero di inserirsi in area.
Su Mikael Egill Ellertsson: “Al di là di qualche mugugno, è uno di quei calciatori da cui parto sempre quando faccio la formazione: fisicamente è velocissimo, ha un potenziale europeo enorme ed è uno dei più forti che abbiamo.
Su Tommaso Baldanzi: “È rimasto in panchina contro la Fiorentina solo per un turno di riposo, per me è uno stratitolare e giocherà sicuramente 25-30 partite da qui a fine stagione. È uno dei miei preferiti e sarà decisivo per salvarci”.
Gestione dei campioni e dei giovani: El Shaarawy, Robinho Jr e i nuovi direttori
Come procede l’inserimento di El Shaarawy e quali sono i piani per i giovani e la dirigenza?
L’allenatore rossoblù si è espresso sull’impiego del ‘Faraone’ e sul rapporto con la nuova area tecnica:
Su Stephan El Shaarawy: “L’abbiamo preso per fare il quinto, ma al momento per difenderlo lo schieriamo a quattro con Vasquez alle spalle. Anche se ‘scoppia’ dopo 35-40 minuti per via del precampionato saltato, per noi è un animale da competizione, un campione che ci porterà punti.
Su Robinho Jr e Wiafe: “Robinho Jr viene con noi in panchina, non per fare una gita all’Olimpico. È un’ottima alternativa a gara in corso. Wiafe è ormai fisso nei miei pensieri, ha caratteristiche uniche.
Sulla nuova dirigenza (Modesto e Melissano): “Ho salutato Diego Lopez con cui c’era un rapporto di amicizia vero. I nuovi direttori sono arrivati con il piglio giusto: stiamo già affrontando i discorsi sulle carenze di passo e strappo della rosa in vista del mercato invernale”.




