Roma, Gasperini: “Koné spera nel Sassuolo, Castro e Mora giocheranno. Dobbiamo allargare la rosa”

Roma, Gasperini: "Koné ha recuperato. Bilanci? Domani, dipende da noi"

Gian Piero Gasperini presenta Roma-Genoa in conferenza stampa: le parole del tecnico giallorosso alla vigilia della settima giornata di Serie A.

La Roma si prepara ad affrontare il Genoa nella settima giornata di Serie A, con l’obiettivo di ripartire subito dopo la delusione europea. La squadra di Gian Piero Gasperini sta vivendo un ottimo avvio di campionato: i giallorossi sono terzi in classifica con 14 punti, a sole due lunghezze dalla vetta occupata da Inter e Lazio, e sono ancora imbattuti in Serie A, con quattro vittorie e due pareggi.

La sconfitta contro il Real Madrid in Champions League, arrivata dopo una gara condotta a lungo dai giallorossi, ha però lasciato amarezza e qualche interrogativo sulla gestione dei momenti decisivi. Ora la Roma è chiamata a voltare pagina contro il Genoa di Daniele De Rossi, che tornerà all’Olimpico da avversario.

A complicare i piani di Gasperini ci sono anche le condizioni di Paulo Dybala e Manu Koné, entrambi sottoposti ad accertamenti dopo gli infortuni rimediati in Champions. Assente anche Malen, squalificato per un turno. Il tecnico presenta la sfida in conferenza stampa.

Le parole di Gasperini alla vigilia di Roma-Genoa

Ci aggiorna sulle condizioni di Koné e Dybala?

“Koné ha fatto la risonanza, ha una lesione di primo grado. Non particolarmente significativa ma ci vuole il tempo necessario, speriamo di poterlo recuperare con il Sassuolo prima della sosta. Dybala non ci sono situazioni particolari, è un affaticamento sul gemello del polpaccio, speriamo di recuperarlo la prossima settimana”

Castro è pronto a sostituire Malen? Per il centrocampo può arretrare Pellegrini?

“Sicuramente, vista l’emergenza, Pellegrini può giocare più indietro. Speriamo di recuperare Cristante per il Napoli o per la partita successiva. Castro è un giocatore di valore, ha già fatto bene nel nostro campionato e domani è una bella opportunità per lui”.

Dopo una sconfitta del genere contro il Real, avete capito il reale valore e la reale forza di questa squadra?

“Sì però senza parlare di scudetto o di traguardi, sennò diventa complicato. Questa squadra ha del valore, lo sta dimostrando da mesi. I risultati fatti non sono casuali. Abbiamo affrontato Inter, Como e Real, abbiamo dimostrato valore in tutte le partite anche contro avversari importanti. Poi si possono creare condizioni o defezioni. Noi usciamo da queste tre partite rafforzati nell’idea che se non succedono cose particolari ce la giochiamo con loro”

Qual è la difficoltà di un allenatore nel riapprocciarsi con la squadra a fronte di un risultato così e di una prestazione che ha detto tutt’altro? 

“L’altra sera il contraccolpo psicologico c’è stato sul 3-2. Dobbiamo lavorare su questo e rimediare assolutamente. Questa squadra non si deve sentire la necessità di dover necessariamente vincere la Champions, lo scudetto o chissà cosa. Questa squadra si deve esprimere, se capita che prendi gol non puoi avere un calo morale. Quel che conta a parer mio è sempre la prestazione. Poi lo sappiamo che nei minuti finali si decidono le partite, ma noi le abbiamo deciso con il Parma, con l’Atalanta. Probabilmente lo abbiamo subito con Inter, Juve e Real Madrid. Non si tratta solo di calo fisico, c’è anche della forza con la quale noi possiamo rimediare in quei momenti. E con una reazione forte che forse l’altra sera a un certo punto è venuta a mancare. Per fortuna giochiamo domani, anche con diverse defezioni. Giochiamo con una squadra che non ha i campioni che abbiamo affrontato l’altra sera, ma un’organizzazione  e la capacità di occupare gli spazi superiore. Indipendentemente da chi gioca, abbiamo bisogno di una rosa forte e dei calciatori che si sentono forti quando vengono impiegati. Le sostituzioni sono necessarie, perché abbiamo giocato domenica a Como in 10. Ci sta che qualcuno possa accusare la stanchezza. Noi anche dobbiamo allargare necessarimente la rosa, quindi qualcuno che giocherà domani come Castro, come Mora, che giocheranno sicuramente, hanno bisogno di acquisire fiducia. Per noi domani è la terza partita in sette giorni e martedì sarà la quarta in dieci giorni. Il calcio è cambiato, o ci adeguiamo o subiamo. Alziamo il livello di tutti, anche di questi giovani che domani dovranno portarci alla vittoria con il Genoa, ma non sarà una partita facile. La cosa che mi preoccupa è che abbiamo davvero pochi cambi, in qualche reparto potrebbe esordire qualche Primavera”.

C’è un problema nei big match? Perché questi blackout si ripetono?

“Non sono blackout, c’è anche un avversario che ha dei giocatori in grado di entrare in campo. L’altra sera la svolta l’ha data Endrick. Con un paio di spunti e due colpi di testa. Poi ognuno la interpreta come vuole. Ci ha messo in difficoltà Gatti centravanti, che è entrato e ha fatto gol in mischia. Quando si arriva nei finali, molte di queste squadre risolvono le gare in questo modo. E’ una realtà di fatto. Noi riusciamo a farlo contro certe squadre e abbiamo subito contro altre, prendiamo atto e cercheremo in futuro di porre correttivi”.

C’è qualcosa su cui si può lavorare per colmare questo gap?

“Certo, dobbiamo farlo. Però tre gol su calcio d’angolo in fila così… avevo già visto tre rigori sbagliati di fila l’anno scorso e pensavo fosse già un bel record. L’altra sera ci siamo superati”.

Ha detto che bisogna allargare le rosa, ma forse la rosa va anche allungata.

“Sì però oggi non possiamo fare niente. Quando lo dico ad agosto, corro il rischio che qualcuno dice che mi lamento. Oggi per chi fa le coppe la rosa non può essere più di qualche anno fa, numericamente. Non giocheremo mai in 10, andiamo a prenderli dal settore giovanile. Chi fa le coppe, per il calendario che c’è, deve giocare una quantità di partite tale che è necessario”.

La società ne ha preso atto di quello che prima veniva considerata una lamentela? Poi una curiosità: difende a uomo a tutto campo, ma sui corner difende a uomo. Che garanzie le dà?

“A uomo a tutto campo è un’etichetta che ormai… ma difendono nella propria zona, Molina non va da Wesley e viceversa. E’ una difesa che è sempre stata efficace, non è mai successo quello che è accaduto l’altra sera. Abbiamo vinto anche delle partite l’anno scorso. Sul gol del 3-2 è una mancanza di organizzazione, sugli altri due gol è calata l’attenzione”.

Lei i risultati li mantiene cercando di tenere alta l’intensità. E’ questa la squadra che deve seguire la Roma? Avere la stessa intensità per 90 minuti senza abbassarsi?

“Per me è un ‘falso problema’, soprattutto con i 5 cambi. Oggi il calcio è questo. Devi giocare 90 minuti. Ci sono state delle partite che abbiamo ribaltato, altre in cui siamo stati ribaltati. Nell’ultimo quarto d’ora, quando c’è equilibrio, pesano molto i cambi e alcune situazioni. Però non c’è un problema, se non il fatto che magari giochiamo tante partite e può succedere che qualcuno abbiamo un po’ di calo. Che le partite debbano durare 90′ è innegabile, quella con il Real è un’anomalia. Tre gol da palla inattiva, poi ognuno è libero di pensarla come vuole”.

Soulé spesso è sembrato incostante, ma con l’Atalanta e il Real è stato importantissimo. A che punto è? E mi riallaccio anche a Mora…

“Due ragazzi giovanissimi, in crescita. Stanno giocando sempre di più. Soulé ha 23 anni, non è un giocatore definito. Però è un giocatore di valore, non c’è un problema su questi ragazzi”.

A che punto è Pellegrini in termini di condizione atletica? De Roon può giocare quattro partite in dieci giorni?

“De Roon ne ha giocate molte di più in dieci giorni, nonostante non sia più giovanissimo è un atleta sano e non ha mai avuto questo tipo di difficoltà. Questa nuova esperienza lo motiva fortemente, il gol dell’altra sera è anche un premio a questa scelta che ha fatto che non è stata facilissima. Calciatore di assoluta affidabilità. Pellegrini è diverso perché ha avuto un intervento chirurgico ed è stato fuori mesi, ha bisogno di giocare per recuperare forza, condizione. Però è sulla strada giusta”

A che punto è il recupero di Cristante?

“Speriamo di averlo contro il Napoli, non sarà facile ma la speranza è quella. Ce lo auguriamo, non vogliamo mettere a repentaglio la guarigione che sta andando bene”.

Quando ha detto che c’è bisogno di allargare la rosa, è perché è rimasto scontento dall’ingresso in campo di qualche giocatore con il Real? E il contraccolpo psicologico a cosa è dovuto?

“Di psicologico non c’è stato proprio niente, al 77′ abbiamo avuto una palla con Pellegrini per andare in porta. Sulle situazioni di calcio d’angolo c’è stato timore, una mancanza di reazione, cosa che fino a quel momento non era successo. Per quanto riguarda i subentrati, sono entrati tutti bene. Purtroppo abbiamo avuto la defezione di Koné subito, magari avremmo potuto avere un cambio in più. Sono venute fuori queste situazioni da angolo e abbiamo preso gol, è una cosa anomala ma bisogna soffermarsi su quello”.

C’è l’idea di avere un attacco più stretto per aiutare Castro a bucare la difesa del Genoa che sarà chiusa? Ha detto che sta valutando soluzioni per il centrocampo, si potrà vedere un difensore avanzato in mediana?

“Bisogna valutare tutte le cose. A meno che non ricorriamo a ragazzi della Primavera, e lo farò, abbiamo fuori Malen, Koné, Dybala e Cristante. E poi abbiamo numeri in difesa e sugli esterni, a centrocampo e in attacco siamo risicati. Ma per giocare ci siamo, nessun problema. Domani abbiamo bisogno di forza, convinzione, energia. Torniamo in campionato dove siamo protagonisti. Avremo lo spirito, la mentalità e l’energia per cercare di vincere perché se vinci dai valore ai giocatori”. 

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