Bologna, Palladino: “Dobbiamo continuare a crescere. Ferguson? È fondamentale in fase di possesso e di ripiegamento”

A due giorni dalla sfida di campionato contro il Cagliari, il tecnico del Bologna Raffaele Palladino ha presentato la condizione fisica e la situazione legata agli infortuni in conferenza stampa.

Nella sua testa quanto manca al suo Bologna per essere performante con l’idea del suo calcio?

“Con la sosta delle Nazionali abbiamo avuto meno tempo per lavorare con tutti, ma in mezzo a queste tre partite ci sono stati molti allenamenti nei quali ho visto dei progressi, a partire dalla gara con il Torino, dove eravamo in vantaggio fino a dieci minuti dalla fine. A Lecce abbiamo disputato una buona prova. Contro l’Inter abbiamo fatto un grande primo tempo: il rammarico è averla lasciata aperta sull’1-0, perché l’Inter, con le qualità che ha, ti può sempre mettere in difficoltà. Tuttavia, quest’ultima gara mi ha lasciato diversi spunti su cui lavorare. Sono un perfezionista e vorrei che la mia squadra giocasse sempre meglio e migliorasse di gara in gara. Questo Bologna deve continuare a crescere, da quando sono arrivato fino alla fine del campionato.

L’atteggiamento non lo abbiamo mai sbagliato: la squadra ha mostrato sempre attaccamento alla maglia e la volontà di voler andare forte. Questo è un gruppo di ragazzi che lavora sodo. Tuttavia, si può migliorare sulla fase offensiva, sulla tecnica e sulla fluidità di gioco. Sto insistendo su questi concetti durante la settimana e credo che i miglioramenti si stiano vedendo. Dovremo continuare a lavorare a testa bassa, mantenendo la fame e lo spirito che contraddistingue il Bologna”.

Bologna, le parole di Palladino in conferenza stampa

Come sta vedendo Ferguson?

“Credo che sia un giocatore che può darci leadership ed è fondamentale sia in fase di possesso sia di ripiegamento. El Azzouzi e Moro stanno crescendo e devono sentirsi importanti. Io non lascio indietro nessuno”.

In che posizione sta valutando Odgaard?

“L’ho provato in varie situazioni di campo. Lo volevo allenare per capirne le caratteristiche e quale fosse l’abito migliore da fargli indossare, perché lo conoscevo solo da avversario. Lo vedo come punta o sottopunta: ha le caratteristiche per poterlo fare e in queste posizioni potrà esserci utile”.

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