Christian Chivu, allenatore dell’Inter, ha presentato la sfida valida per la prima giornata di Serie A contro il Monza. Ecco le sue parole.
Si avvicina l’inizio di una nuova stagione per l’Inter di Christian Chivu: i nerazzurri affronteranno il neopromosso Monza di Ivan Juric nella prima giornata di campionato. Ecco le parole del tecnico della formazione Campione d’Italia in carica.
Inter, le parole di Chivu
Sulla ripartenza e lo status della squadra:
«Si riparte da zero, consapevoli che siamo la squadra da battere, che nessuno ci regalerà nulla. Cercheremo di essere competitivi».
Sul futuro e le prospettive di mercato:
«Abbiamo come obiettivo, come dovere, di migliorare. Stiamo preparando quello che vorremo essere nel futuro. Abbiamo una rosa competitiva e di qualità, si parte da un buon punto di partenza».
Sulle modifiche alla rosa e gli standard da mantenere:
«Modifiche a questa squadra? Voi parlate di numeri, di sorprese, io parlo di standard. Questa squadra sa stare ad un certo livello, vogliamo rimanere a quel livello, magari aggiungendo qualcosina in più. Con la fame e l’umiltà di questo gruppo, credo che si possa fare un grande lavoro ancora».
Sul futuro di Lautaro Martinez e l’interesse del Barcellona:
«Da Barcellona parlano di blitz per Lautaro? Il mercato è sempre così, escono delle notizie, ci fa piacere che si parli di certi giocatori perché significa che sono riconosciuti al mondo come grandi giocatori. Lautaro è il nostro capitano, è campione del mondo: ce lo teniamo stretto, rappresenta tutto quello che siamo stati e che vogliamo essere nel futuro. Può giocare col Monza? È partito un po’ tardi come preparazione, poi vedremo domani come starà alle 18:30».
Sugli obiettivi stagionali:
«Non parlo di trofei, io parlo di quello che siamo oggi, dobbiamo guardare al futuro prossimo, al presente, a oggi. Dobbiamo pensare passo dopo passo, oggi quello che conta è il Monza. Strada facendo si determina anche dove si può arrivare. Noi vogliamo mantenere lo standard degli ultimi anni».
Sul pressing di mercato e la permanenza di Lautaro:
«Sicuro che Lautaro resti? Non temo nulla. Non sono qua a parlare di mercato, io sono qua a parlare del Monza. Lauti è il capitano, probabilmente in questi 10 giorni si parlerà tanto di lui, si parla sempre dei giocatori importanti. I grandi giocatori hanno sempre cose intorno che agli allenatori non fanno piacere, credo che Lautaro resterà a lungo all’Inter. Il mercato è sempre bastardo, quindi io una risposta a questa domanda non la do, di certo noi vogliamo che resti».
Sull’approccio personale e le responsabilità rispetto all’anno scorso:
«Io sono lo stesso, tra mille dubbi e mille incertezze, tanta consapevolezza di quello che sono io e della responsabilità di condurre questa squadra. Mi sento sempre quello responsabile di aver preso in prestito una squadra e prepararla al meglio. Non ho bisogno del consenso di nessuno, so cosa sono dal punto di vista umano e so che devo migliorare a livello professionale. Non sono perfetto e ci metto sempre la faccia nel dirlo, ma ho tanta premura per il gruppo, per la squadra e per questa società».
Sull’arrivo di Jones e il valore dei nuovi acquisti:
«Se ho sentito Curtis Jones prima del suo arrivo? Qualche chiacchierata con un giocatore che un allenatore vuole di solito uno se la fa. Ma io nego tutto anche se non dovrebbe essere un segreto. Sono felice che Jones sia qua con noi: è un giocatore con determinate caratteristiche che a noi servono e ha dato piena disponibilità a venire a giocare per noi. E lo stesso vale per Spence. Si rendono conto dell’importanza di questa società e del valore che questa squadra ha raggiunto negli anni. Alzeremo l’asticella con loro, avremo più soluzioni».
Chivu: “Spence? Zero confronti. Pavard ci aiuta molto, ma…”
Sulla gerarchia dei portieri e la titolarità di Provedel:
«Provedel titolare? In porta non ci sono gerarchie».
Sul confronto tra Dumfries e il nuovo arrivato Spence:
«Ognuno ha caratteristiche diverse. Abbiamo scelto le caratteristiche che ci servono, Spence ha margini di miglioramento e sa che entra a far parte di un gruppo che vuole dominare ancora».
Sugli avversari e la percezione dell’Inter da favoriti:
«Si gioca solo per il secondo posto? C’è una grossa differenza tra la percezione di cosa viene narrato da fuori e cosa siamo noi. In un anno non si può passare da gruppo fallito, con ciclo finito, a favoriti e dominatori. Noi siamo gli stessi, i valori non sono cambiati, abbiamo aggiunto qualche tassello di umiltà e ambizione. Non ho mai messo in dubbio il valore di questa squadra: potevamo far meglio in altre competizioni, lo sappiamo da noi, non c’è bisogno che ce lo ricordino sempre».
Sul progetto di crescita di Diouf:
«Ha margini di miglioramento. I giocatori hanno l’obbligo di alzare il livello del compagno e Andy ha fatto un grande lavoro da questo punto di vista. Gli errori li troveremo sempre, ma a noi interessa l’energia e la soluzione in più che abbiamo ora in quel ruolo, e mi piace l’applicazione in entrambe le fasi».
Sul ruolo e l’apporto di Pavard:
«Benji sta facendo un grande lavoro, si è messo a disposizione del gruppo. Ha giocato partite di un certo livello. Non sono io a dover dire il valore di Pavard, è lui che deve dimostrare, anche se per me non deve dimostrare niente. Ci dà apporto in un reparto già molto evoluto».
Sul futuro e lo spazio in squadra per Stankovic:
«La mia opinione su Ale la conoscete. Io so che è parte del gruppo FC Internazionale, se la gioca con tutti gli altri per i minutaggi importanti che un giocatore vuole avere durante la stagione. Non posso confermare o smentire le voci che vengono da fuori».




