Juventus, Bremer: “Sei anni che galleggiamo! Voglio vincere, non va bene”

Juventus, Bremer: "Sei anni che galleggiamo! Voglio vincere, non va bene"

A poche ore dalla sfida di San Siro, il difensore brasiliano Gleison Bremer ha analizzato il momento della Juventus in conferenza stampa. Tra il recupero post-infortunio al crociato, il futuro societario e il duello tattico con il Milan di Allegri, ecco le parole del centrale bianconero.

Condizione atletica

“La squadra sta crescendo mano mano che la stagione va avanti e questo si vede in campo. Il giocare una volta a settimana dà più tempo, il mister insiste sulla nostra qualità”.

Metodo di lavoro settimanale

“Quando il mister è arrivato non ha avuto tempo di mettere il suo metodo di lavoro, giocare una volta a settimana stiamo lavorando di più e come consapevolezza nostra in difesa stiamo parlando di più, ci alleniamo e sta aiutando. Per vincere serve una difesa solida”.

Sfida al Milan e Allegri

“Importante avere continuità nelle prestazioni ma anche della vittoria. Domani non sarà semplice, Allegri è un bravo allenatore ha vinto tanto e lo conosciamo bene. Domani ci aspetta una partita difficile, si stanno preparando bene ma noi dobbiamo fare il nostro. Mancano poche partite e se vinciamo domani sarà quasi fatta per la Champions”.

Confronto Allegri-Spalletti

“Sono due grandi allenatori, quando era qui è stato bello. Siamo tornati a vincere, con lui ho imparato tanto in fase difensiva. Spalletti vuole giocare sempre, avere il comando ed è quello che cerchiamo di fare”.

Costruzione dal basso

“Tutta la squadra ha questa consapevolezza: capire gli spazi, girare la testa, i consigli che il mister dà ed è qualcosa che fa con tutta la squadra e non solo con me”.

Rinnovo Spalletti e mentalità Juve

“La società ha preso la decisione di rinnovare Spalletti, quando è arrivato lui la squadra è cambiata tanto. Alla Juve sono 6 anni che sta galleggiando e non può succedere. Mi trovo bene, ma è importante tornare a vincere. Per essere considerati campioni bisogna vincere e io voglio vincere”.

Recupero dal crociato

“Quando torni da un crociato non è facile, ho parlato con Del Piero e Chiellini e mi ha aiutato. Nel mondo si parla quando uno torna dal crociato non è uguale. Per forza ci vuole tempo. Quello che sto cercando di fare, non solo alla Juve ma anche a casa. Ora mi sento molto meglio, mi manca ancora qualcosina. E’ un percorso lungo che non finisce, dopo il crociato non è mai semplice”.

Calciomercato e futuro bianconero

“Sei anni alla Juve a galleggiare non si può, non si può solo puntare alla Champions ma bisogna vincere. Troppo presto dirlo per il prossimo anno, passa anche dal mercato, c’è Yildiz che è un perno, McKennie sta facendo bene. Dobbiamo finire bene e vedere che tipo di mercato farà la Juve. Sicuramente Alisson è un portiere fortissimo ma anche Perin e Di Gregorio che ora è tornato in forma. Sta alla società, non a me”.

Impatto di Spalletti

“Quando è arrivato la squadra è cambiata, dove è arrivato lui le squadre hanno sempre giocato bene”.

Gol e inserimenti

“Ci sto lavorando, l’obiettivo principale però non è fare goal ma se posso aiutare la squadra lo faccio volentieri”.

Bilancio della stagione

“Sì, si poteva fare meglio. Non è una stagione positiva quella che abbiamo fatto, l’obiettivo minimo è la Champions. In alcune partite potevamo fare di più, andare avanti in Coppa Italia e Champions. Adesso dobbiamo pensare al presente e andare avanti”.

Consigli di Del Piero e Chiellini

“Mi hanno detto di avere pazienza, quando rientri non torni subito come eri prima. Hai problemini fisici e mentali, un percorso lungo che va fatto. Devi fare bene, lavorare bene e la somma di tutto ti porta alla domenica se fai bene o no”.

Leadership difensiva

“Mi fa piacere quando sento queste parole, vuol dire che il mio lavoro è stato fatto bene. Ma non è una cosa solo di Bremer ma di tutta la squadra. Mi serve tutta la squadra, do una mano a loro ma anche loro devono dare una mano soprattutto dopo un infortunio come questo”.

Pericoli tattici del Milan

“Allegri fa giocare basso, soprattutto in ripartenza sono forti e su palla inattiva e su queste due cose dobbiamo stare attenti”.

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