Juventus, Spalletti: “Siamo noi che dobbiamo andare incontro alla vittoria. David? Merita ancora fiducia”

La Juventus domani sera allo Stadium ospita la Cremonese: le parole in conferenza stampa del tecnico bianconero, Luciano Spalletti.

Reduce da ben cinque risultati utili consecutivi in campionato, la Juventus domani sera allo Stadium ospita la Cremonese: in palio punti importantissimi nella corsa serrata per l’accesso alla prossima Champions League. Le parole in conferenza stampa di Luciano Spalletti.

Juventus, le parole di Spalletti in conferenza alla vigilia del match contro la Cremonese

La Cremonese fu la sua prima partita con la Juve. In cosa è migliorata la sua squadra? Siamo cresciuti molto, ma ne vanno migliorate altre che fanno parte del calcio attuale, innanzitutto la riconquista della palla persa, è qualcosa che ci darebbe più sicurezza. Inoltre, con tutte queste pressioni, ci sono più duelli da cui bisogna uscire vincitori. La nostra visione è da approfondire“.

Sente lo stesso clima che c’era a Napoli, quando la sua squadra prese il sopravvento dopo essersi liberata di alcuni limiti mentali e di rosa? Questa Juve può spiccare il volo? Le sensazioni si abbinano a un modo di lavorare e di essere. Il mio essere allenatore di calcio mi comporta un tour del sentimento, perché a me piace fare questo lavoro. Le sensazioni sono sempre le stesse quando sono in un club, quando vedo che i giocatori rispondono agli stimoli. Siamo sulla buona strada, ma serve farlo sempre. Dobbiamo andare senza indugi e timori nella trequarti avversaria. Dovremo farlo anche contro la Cremonese, contro un allenatore capace. Quando vedo le squadre di Nicola, vedo un allenatore che conosce bene il mestiere. Ha fatto bene ovunque, è un pericolo in più“.

Il gennaio della Juve può essere considerato un mese verità, considerando anche i tanti scontri diretti che ci sono? Ti frega pensare che ci sono partite che possono essere vinte più facilmente. Ora tornano anche le coppe e ci sono più impegni da gestire, in cui rimanere sempre accesi e non abbassare mai la tensione. Ogni squadra ha potenzialità superiori alla propria posizione in classifica. Siamo noi a dover andare verso la vittoria, non viceversa. Pensiamo una partita alla volta“.

Quanto si sente al posto giusto al momento giusto? Si diverte a vedere i giocatori che assorbono le sue idee? Si sente pieno di calcio e di vita? Facendo questo lavoro si cerca il piacere e il piacere arriva trovando dei risultati. Questi dipendono dai giocatori, dalla loro disponibilità. Ho a che fare con calciatori forti, con un gruppo umile che sa stare dentro una squadra. L’individualità viene fuori nel contesto squadra, non è l’individualità a dare qualcosa in più alla squadra. Dobbiamo mantenere il livello e il ritmo delle ultime partite. Serve fare come la Ferrari, usare il campo fino ai cordoli, a volte non lo usiamo tutto“.

La serata di Reggio Emilia può essere una svolta per David? Sì, è un’iniezione di fiducia. Ha giocato una grande partita e mi aspetto che continui a crescere. Fa molti metri, lega con i compagni e tatticamente ti crea dei vuoti dove i centrocampisti si vanno a inserire, come nel gol di Miretti col Sassuolo. Crea lo zero in avanti che va colmato con altri calciatori. Ha una buona intesa e domani gli si darà fiducia ancora”.

Si aspettava così tante reazioni alla sua frase dei videini nonostante non avesse fatto nomi? Mi è sembrato tutto molto esagerato. Volevo solo rispondere a chi aveva sostenuto che mancasse una gestione. Per capire alcune situazioni bisogna essere addetti ai lavori e aver vissuto certe dinamiche. Ho l’impressione che a volte non si voglia solo commentare il campo, ma anche andare oltre. Io ho quattro ottimi professionisti che in settimana mi fanno la sintesi di quello che avviene. Io non vado contro qualcuno per antipatia, rispondo solo a chi sostiene più volte che non sono vere. Poi arriva la chiamata alle armi per difendere le categorie, mio fratello mi diceva sempre che se dici quello che pensi crei i presupposti per un reale chiarimento“.

Allegri ha detto che la sua Juve potrebbe fare 50 punti nel girone di ritorno. Lo pensa anche lei? Non lo so, c’è tanta strada da percorrere. Ci sono molte partite, eventuali situazioni che possono mettersi di traverso. Meglio pensare partita dopo partita, più avanti vedremo“.

Lei aveva definito Chiesa il “Sinner del calcio italiano”. Lo considera così ancora ora? Volevo fare un complimento a un giocatore che ha qualità indubbie ed evidenti. Sinner è uno dei più forti nella ripetitività, nella costanza e nella perseveranza. Forse lì era più per i colpi, Chiesa è un calciatore che salta l’uomo, che crea scompiglio. Forse dovrebbe farlo più spesso ed è quello che credo gli si contesta. Si tratta però di un giocatore di un’altra squadra che noi non abbiamo più nella nostra“.

Il papà di Miretti ha detto che il figlio vuole restare. Anche lei lo vuole? E pensa che il giocatore possa essere un pilastro futuro della Juve? La penso come il papà di Miretti, è un giocatore che ci fa comodo, che ha possibilità di crescita. Ha un bel motore, gli manca un po’ di scocca ma i contrasti li fa lo stesso. Io a centrocampo non ho chiesto nulla, mi stanno bene quelli che ho. Se poi il mercato genera opportunità vediamo, ma se rimaniamo così per me va bene”.

Le sta piacendo la crescita della fase difensiva? Mi piace, perchè la miglior fase difensiva è quando abbiamo palla noi. Se è nostra, gli altri non possono farci male. Sono contento che la squadra abbia voglia di fare la partita, di creare un possesso palla non sterile ma finalizzato a creare occasioni. Non è questione di percentuale, quello che conta oggi è il possesso del campo, non i minuti in cui tieni palla“.

A questa squadra manca qualcosa sui calci piazzati? Ci lavoriamo parecchio, credo che a breve si riesca a fare anche gol. Ci vedo però un’attenzione che mi fa ben sperare”.

Non ha chiesto nulla per il centrocampo. Ma negli altri reparti? In alcuni posti si deve completare. In un paio di posizioni siamo corti, il mercato lo fanno i nostri direttori. Si sta con le orecchie dritte per vedere se si possono occupare queste due caselle per avere così l’opportunità del doppio ruolo”.

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