Il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ha avuto modo di esprimersi in conferenza sulla partita contro il Lecce. Ecco le parole dell’allenatore.
Allegri inizia col ricordo di Commisso:
“Il mio primo pensiero va alla famiglia Commisso. Il calcio ha perso un uomo di sport e di passione”.
Che partita sarà?
“Il Lecce viene da due ottime partite, e molto buona l’ha fatta con l’Inter. Ha sofferto il giusto senza subire tantissimo. Nelle ultime tre in casa abbiamo fatto una vittoria e due pari, quindi dobbiamo tornare a vincere in casa, perché poi a San Siro ci ritorniamo il 22 febbraio. Serve anche per dare seguito a quanto fatto a Como”.
Ci fa il bollettino medico e stanchezza, soprattutto su Leao e Modric? È vero che aveva detto alla squadra che Como era uno snodo della stagione? E sulla questione risultatisti contro giochisti cosa ci dice?
“Vero, col Como era una partita da snodo campionato, dovevamo stare nel treno delle quattro Champions. Risultatisti e giochisti? A Como è stata giocata una bella partita, interpretata in modo diverso. Maignan ha fatto grande parate e siamo stati bravi a portare a casa il risultato, era importante quello. Bollettino? Pavlovic difficilmente ci sarà. Gimenez è ancora fuori, gli altri stanno tutti bene. Chiaramente domani ci saranno dei cambi visto il calendario, ma conta spirito e voglia di arrivare all’obiettivo, cioè tornare in Champions. Che è la cosa che conta. Giocando bene o meno bene, serve ottenere risultato, ed è la lettura della partita che è importante in questo senso”.
Cosa manca in partite contro le piccole?
“Si può e si deve migliorare tutto. Servirà ordine, pazienza, compattezza e concretezza. Sono queste le cose che ti fanno vincere le partite”.
Lei parla di obiettivo Champions, ma la classifica dice che siete tutti lì. Ma secondo lei cosa hanno di più Inter e Napoli?
“E’ una questione degli ultimi anni. L’Inter ha sempre o vinto lo scudetto o finita seconda. Il Napoli ne ha vinti due negli ultimi tre anni. E noi abbiamo cambiato il 55% della rosa. Il futuro del Milan passa attraverso il risultato finale e dall’entrare nelle prime quattro. Il calcio italiano, per come è fatto, non permette a livello economico a una big di rimanere fuori dalle prime quattro. È una responsabilità”.
Quale big può riposare?
“Ho detto che farò dei cambi ma non so nemmeno io quali saranno (ride, ndr). Vediamo quelli che hanno recuperato. Vediamo Leao come starà, appena si toglierà il fastidio che ha all’adduttore potrà e dovrà fare meglio. Fullkrug ha un peso specifico importante. Conterà molto anche la panchina. Ora i margini di errore sono minori”.
Camarda può diventare quello che è Pio Esposito nell’Inter?
“Ma gioca nel Lecce… Non è con noi, parliamo dei nostri. Nelle giovanili del Milan vedo buoni ragazzi, tra il 2010 e il 2012. Ne nomino quattro: Camarda, Bartesaghi, Comotto e Torriani vengono tutti dal settore e hanno esperienza. Sono quelli che possono stare in futuro nella rosa del Milan. Penso che la società abbia fatto bene a mandare Camarda e Comotto a giocare in prestito”.
Fofana gioca quasi sempre, è fondamentale? E Maignan è il miglior portiere del mondo?
“Non saprei, perché di portieri non me ne intendo tanto. Ma è sicuramente importante: è capitano, è un giocatore internazionale — e il Milan ha bisogno di giocatori internazionali. Le parate che fa sono una normalità, questo la dice lunga sul suo livello. Fofana sta facendo bene, è un ragazzo che ci dà dentro. Poi ci sono momenti dove le cose vanno bene o meno bene, ma il fatto che sia sempre a disposizione è la cosa più importante”.
Fabregas ha detto che, rigiocando dieci volte, il Como avrebbe vinto otto volte… E le dà fastidio sentire che la sua squadra è fortunata?
“La fortuna è una componente della vita. Più vai a cercartela, meglio è. Penso sia una mancanza di rispetto parlarne, per tutti noi. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo finale. Una qualità della squadra è l’umiltà di capire i propri limiti. Fabregas? È un allenatore giovane e ha già fatto tantissimo, avrà una carriera luminosa. Nel calcio è difficile usare i se e i ma, c’è stata una bella partita interpretata bene da entrambe”.
Quanto sente sua la squadra, anche alla luce dell’1-3 di Como?
“Abbiamo iniziato un lavoro, sapendo che la partenza era migliorare la fase difensiva. Dobbiamo ancora cercare di diminuire i gol presi. Col Como nel primo tempo eravamo lunghi e loro ci hanno creato difficoltà negli spazi. Dopo il pari è cambiata la partita e siamo cresciuti fisicamente”.
La scelta del rigorista è stata decisiva?
“Diciamo che sono stato fortunato, ho chiesto a Nkunku di tirare e ha segnato. Sono 2-3 i rigoristi, c’è anche Pulisic e Leao. Non ha tirato benissimo, menomale che è andata dentro…”
Cosa le sta piacendo di più del Milan? E dove deve migliorare?
“Sicuramente migliorare nella gestione della palla e nella costruzione sotto pressione. Tutti i giorni lavoriamo e cerchiamo di migliorare, non esaltiamoci perché siamo secondi ma pensiamo solo a domani. E così via a tutte quelle dopo. Stiamo zitti, affrontiamo con lucidità le difficoltà e lavoriamo per la continuità di risultati. Una squadra che vale 8 in estate non può valere 5 a dicembre, deve tenere lo stesso ritmo e l’attenzione alta”.
Quanto è importante un giocatore come Fullkrug?
“Aveva un mezzo dito con problemi e ha giocato, lottando. È un giocatore che trascina gli altri nei momenti di difficoltà”.




