Pisa, Hiljemark: “Siamo in un momento molto complicato. La squadra è ancora viva”

Il tecnico del Pisa, Oscar Hiljemark, ha avuto modo di esprimersi in conferenza stampa sulla prossima gara contro il Genoa. Ecco le sue parole, riportate da TMW.

Che idea ti sei fatto della partita di Roma? Che settimana è stata?

“Per Marin mi dispiace, è fuori da un po’ di tempo e non si è ancora allenato con la squadra. Il risultato maturato contro la Roma è stato brutto e duro da digerire per tutti, è innegabile. Il io compito come allenatore, però, è quello di provare a estrapolare gli aspetti positivi per far crescere e migliorare la squadra. È una cosa che cerco di fare sempre, pur essendo consapevole che il risultato non è stato buono e che dobbiamo migliorare ancora sotto tantissimi punti di vista. Questa è la realtà dei fatti Oltre a Marin anche Denoon è fuori”.

Che effetto ti fa rivedere il Genoa? Potremo vedere i nuovi acquisti?

“Sicuramente affrontare il Genoa per me rappresenta una partita speciale, avendoci giocato per tanti anni. Affrontiamo una grande squadra, che quest’anno sta facendo molto bene e che specialmente nelle ultime uscite ha offerto ottime prestazioni. Ma i sentimentalismi si fermano qui: adesso io lavoro per il Pisa, il mio unico obiettivo è vincere e conquistare i tre punti domani. Questa è l’unica cosa che conta”.

Il rendimento negativo e la scelta di restare positivi

“So benissimo che i risultati ottenuti finora sono stati molto negativi, ne sono perfettamente consapevole. Tuttavia, per il mio carattere e per il mio ruolo di allenatore, ho il dovere di essere costruttivo e di cercare il lato positivo. Per alzarmi la mattina, presentarmi davanti alla squadra e spiegare ai ragazzi dove dobbiamo migliorare, devo aggrapparmi alle cose positive che vedo in campo e in allenamento. È l’unico modo per spingere il gruppo a reagire”.

L’atteggiamento positivo e la consapevolezza degli errori

“So benissimo che i risultati finora sono stati molto negativi, ne sono perfettamente consapevole. Tuttavia, per il mio carattere e per il ruolo che ricopro, cerco sempre di essere positivo e di trovare gli aspetti da cui ripartire. Per alzarmi la mattina, presentarmi davanti alla squadra e spiegare ai ragazzi dove dobbiamo crescere, ho bisogno di aggrapparmi alle cose positive, pur sapendo che ci sono tanti aspetti in cui non abbiamo fatto bene e in cui dobbiamo necessariamente migliorare. Non è certo questa la situazione che auspicavo: io vorrei vincere tutte le partite. Purtroppo, in tante occasioni abbiamo commesso degli error che ci sono costati cari, vanificando situazioni che avevamo costruito e che potevano rivelarsi molto favorevoli per noi. Dobbiamo assolutamente migliorare come squadra, perché i risultati attuali non ci premiano”.

Le motivazioni, l’orgoglio e ľ’obiettivo salvezza

“Come allenatore e come persona, non ho alcun problema a trovare l’energia per andare avanti e lavorare con i ragazzi. La salvezza è ancora aritmeticamente possibile: è molto difficile, certo, ma ci crediamo. In questo momento, la squadra deve scendere in campo per giocare per qualcosa di più grande dei semplici tre punti. È una questione di orgoglio, una lezione anche per la vita: devi giocare per i tifosi, per la società, per la tua famiglia e per tutte le-persone che ti seguono. Siamo in un momento molto complicato. Quando vai a giocare in trasferta e prendi gol dopo appena due minuti, è facilissimo crollare mentalmente e arrendersi. Eppure, io ho visto una squadra che è ancora viva e che non ha smesso di lottare I risultati non ci stanno dando ragione, è innegabile, ma noi dobbiamo continuare a lavorare ogni giorno per conquistare la vittoria. Questa è l’energia e la mentalità che voglio trasmettere al gruppo”.

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