Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha avuto modo di esprimersi in conferenza stampa sulla prossima partita contro la Cremonese. Ecco le parole dell’allenatore.
Un parere sulla coppia Pellegrini-Zaragoza e sui margini di miglioramento? Lo spagnolo deve gestire meglio le scelte e Pellegrini essere più pericoloso nell’ultimo terzo di campo?
“Credo che i margini di miglioramento ci siano, anche se Pellegrini ha giocato tanto e ci può stare un momento di minore brillantezza. Zaragoza dobbiamo dargli anche un attimo di tempo, l’abbiamo buttato in mezzo subito, ma ha delle caratteristiche molto valide che ha già fatto intravedere, per integrarsi con la squadra ha bisogno di qualche partita”.
Domani ci sono Wesley, Ndicka e Mancini diffidati. Verranno fatte valutazioni in tal senso? Aggiornamenti su Dybala?
“Domani è una partita dove i 3 punti sono fondamentali, quindi dobbiamo giocare al massimo e non possiamo guardare più in là di domani. Dybala domani non ci sarà, sta continuando le cure, si sta applicando al massimo però c’è un fastidio che glielo impedisce”.
I giocatori recuperano subito dagli infortuni, ma gli infortuni sono tanti. Come se lo spiega?
“È tipico del gioco del calcio, adesso ancora di più perché le partite sono tante. Io ho 14-15 giocatori che non si sono mai infortunati, però ce ne sono alcuni come Dovbyk, Ferguson, Bailey, Dybala o El Shaarawy che hanno avuto infortuni molto lunghi: se si vanno a contare le giornate perse, c’è gente che è rimasta fuori mesi e questo incide. Poi nell’arco della stagione saltare qualche partita rientra nell’ordine delle cose”.
Soulé sarà a disposizione? Un giudizio su Venturino e Vaz: chi è più pronto?
“Soulé è stato fermo tutta la settimana, quindi domani non sarà della partita, speriamo per le prossime. Venturino e Vaz sono ragazzi giovanissimi, anche loro buttati nella mischia subito sia per necessità che per capire il loro livello di maturazione. Venturino è un ragazzo che ha già fatto qualche partita nel Genoa, segnati un paio di gol l’anno scorso, mentre quest’anno ha giocato meno. In quel ruolo eravamo carenti e nel tempo ci darà delle soddisfazioni. Vaz è stato un investimento importantissimo della società, ha fatto solamente degli spezzoni ma con alcuni gol già. Su di lui pesa quanto si è investito, altrimenti si parlerebbe in altra ottica. In questo momento sto cercando di capire quanto può essere utile nell’immediato, perché in futuro lo sarà sicuramente. Se è stato fatto quest’investimento evidentemente ci sono dei valori che non è facile ottenere subito in un campionato difficile come quello italiano”.
Lei aveva già detto che bisognava cambiare il modo di arbitrare che quello di comportarsi in campo. Si sta parlando di una possibile riforma, la scorsa settimana c’è stato il caso Bastoni-Kalulu: lei che opinione si è fatto?
“Io ho toccato solo degli argomenti, non riferiti a episodi specifici. Parlavo delle simulazioni, dei falli di mano e dei contatti che è quello che crea problemi. Problemi di interpretazione, di difficoltà per gli arbitri, il pubblico, i giocatori. È un regolamento che non viene condiviso da troppi, che viene interpretato in modi troppo diversi e viene giustificato tutto il contrario di tutto. Il calcio è un gioco di contatto, se mi togli il contrasto togli un gesto bellissimo. I falli di mano sono un problema da sempre, le simulazioni un problema recente dovuto alle interpretazioni del fermo immagine che ha accelerato questo processo. Domenica scorsa, oltre a Bastoni-Kalulu, sono successi almeno altri due episodi clamorosi”.
Malen in Inghilterra aveva un ruolo marginale, qui sembra un marziano. C’era scarsa sensibilità di chi lo ha gestito prima o il campionato italiano ha un livello molto più basso rispetto a quello inglese? Cosa avete mangiato con Totti?
“Io credo che la Serie A sia anche più difficile di tanti altri campionati, soprattutto per gli attaccanti. Sono convinto che lui in quel ruolo sia determinante. Giocava comunque nell’Aston Villa e in nazionale, il motivo principale per cui ho convinto a venirlo a Roma è che gli ho detto ‘tu giochi lì’. Spesso finiva sulla fascia, ma per me lui è un attaccante e lui voleva questo. Non è che i centravanti devono essere alti per forza 1,90 m. L’attaccante esterno ha altre caratteristiche. Se lo chiedete a me Totti è una grandissima risorsa, ma non è una storia che ho tirato fuori io”.
In prospettiva vede ancora le potenzialità che vedeva per raggiungere un livello alto? Oppure ogni tanto ha pensato ‘Chi me l’ha fatto fare?
“Assolutamente no. Ci tengo a dire che la società e Ranieri stesso hanno sempre detto che questo era un anno di transizione, di crescita, di costruzione. Chi ha parlato di Champions sono io, per me esiste solo quella. Io l’ho lasciata la Champions e mi manca molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione si è sbagliato di grosso perché l’obiettivo è il mio, però bisogna fuori o la Juve o il Napoli o il Como. Sono venuto qui per costruire qualcosa di forte. Quello che è stato in questi mesi, comprese le due finestre di mercato, è rivolto solo a quello. Che non si possa lavorare in questa città non è vero, è difficile ma non per l’ambiente”.
Dopo la partita dell’andata parlò di svolta. Ora a che punto siamo?
“A me sembra un buon punto, poi è tutto migliorabile. Stiamo lavorando, questi ragazzi sono straordinari in tutto”.
Cosa le sta piacendo di più delle ultime partite? Dove ci sono ampi margini di miglioramento?
“Secondo me siamo già a dei buoni livelli, poi è tutto migliorabile. Se perdi gli attaccanti per un mese, un mese e mezzo diventa difficile per tutti. E non sappiamo se e quando li recupereremo, questo è l’unico punto: chiuso questo aspetto sto cercando di tirare dentro il più possibile dentro Venturino e Vaz, Zaragoza è appena arrivato, Malen è stato sicuramente l’acquisto che ci ha dato valore. In questo momento speriamo di non perderne altri e tra 20 giorni rientrano le coppe, quindi ritorneremo a giocare ogni tre giorni”.
Le condizioni di Koné per domani? Pisilli può far coppia con lui?
“In quel reparto abbiamo abbondanza, dobbiamo capire se poi possiamo usarli anche in modo più offensivo viste le assenze in avanti”.
Cosa è cambiato negli ultimi 3 mesi dal punto di vista caratteriale?
“Secondo me nulla, ho avuto un gruppo fantastico e sotto questo aspetto non abbiamo mai sbagliato. Il merito principale della stagione è la determinazione e l’appartenenza di questi giocatori”.
Che partita si aspetta?
“Difficile. Adesso i punti cominciano a pesare di più, come sempre le partite nel girone di ritorno diventano più complicate. Noi abbiamo motivazioni fortissime, se finisse oggi saremmo premiati e da lì non vogliamo più scendere. Se non sbagliamo per le altre diventa difficile”.




