Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha avuto modo di esprimersi in conferenza stampa sulla delicatissima gara contro la Juventus. Ecco le sue parole.
Cosa si aspetta domani? Cosa manca per fare l’ultimo step in un big match?
“Di recente abbiamo pareggiato con Napoli e Milan. Abbiamo vinto altre partite importanti come con Como e Bologna. Domani non si deve pensare a questo, ma all’interpretazione della gara. Queste sfide sono sempre sul filo dell’equilibrio, cose impercettibili determinano l’esito”.
Rispetto all’andata la Roma è diversa. Anche superiore?
“A Torino eravamo molto rimaneggiati in difesa, ma fu comunque una buona partita, equilibrata fino alla fine. Rispetto a fine dicembre abbiamo avuto un gennaio difficile, in costante emergenza, ora entriamo in una fase in cui è importante avere continuità, ora con un filotto di vittorie ci si stacca in classifica e noi dobbiamo puntare a questo”.
Quando rientra Soulè? Il +4 in classifica cambia il vostro approccio al match?
“Per Soulé navighiamo a vista, spero che la prossima settimana possa unirsi di nuovo al gruppo. Il +4 è importante perché dimostra il lavoro fatto dalla Roma fin qui, ma non credo affatto possa essere determinante. Non penso al momento che qualcuno abbia la forza per poter scappare sulle altre con così largo anticipo”.
Come si spiega le difficoltà del calcio italiano in Europa?
“Sarebbe un discorso troppo lungo da affrontare, coinvolge sia il rendimento nelle coppe che quello della Nazionale. Ci sono però anche i meriti degli altri, basti vedere quello che sta facendo la Norvegia”.
Per la Roma è più semplice entrare tra le prime quattro o andare in fondo in Europa League? Nella sua carriera si è portato dietro qualche caratteristica juventina?
“Dobbiamo cercare di stare dentro a tutto. Mancano tre mesi e sono lunghi, ci possono essere delle varianti tra cui i recuperi, gli infortuni, le squalifiche. Pensiamo partita dopo partita per ambire al massimo. Per me la Juventus è stata una palestra enorme sia a livello personale che di calcio, si tratta di una società in cui il calcio si è sempre fatto molto bene. Ho avuto l’opportunità di andare all’estero e vedere calciatori, è stata una grande formazione”.
La difesa a 4 per lei è una soluzione solo a gara in corso come con la Cremonese?
“No, tutto è proponibile sempre. Si tratta di situazioni provate in allenamento, quando ti danno soddisfazioni anche in partita la squadra ottiene fiducia. Esperienze che ci saranno utili per il finale di stagione”.
Ha immaginato una soglia di punti minima per la Champions?
“Difficile prevederlo, almeno 70 punti vanno fatti ma probabilmente anche qualcosa in più. Al momento serve uno strappo con tante vittorie di fila”.
Influisce il divieto ai tifosi di seguire la squadra in trasferta?
“Purtroppo così si penalizza la passione della gente, spero che queste restrizioni possano finire, è quello che tutti auspichiamo”.
Si è sempre detto che i giocatori della sua Atalanta non riescano a imporsi altrove, penso per esempio a Koopmeiners. C’è un fattore Gasperini?
“Mah, non credo. Qui a Roma abbiamo i casi di Mancini e Cristante, giocatori che ho ritrovato cresciuti e maturati. Di Koopmeiners posso dire solo che era un giocatore forte di quell’Atalanta, di recente ha fatto anche due gol… “
In Europa League pensa possa essere un vantaggio il ritorno in casa? Le è piaciuto l’accoppiamento col Bologna?
“Dispiace perché si tratta di due squadre italiane che potevano fare strada e ciò ci penalizza per il ranking. In queste coppe però bisogna sempre alzare l’asticella e credo che spesso la partita più importante sia quella di andata perché se non approcci bene rischi poi di non riuscire a recuperare”.
Sul ritorno di Totti in società aveva detto di avere delle idee per lui. Quali?
“Di farlo giocare domani. Scherzi a parte, al momento non ho in mente ruoli particolari, concentriamoci sulla Juve”.




