Eusebio Di Francesco, allenatore del Lecce, ha parlato in conferenza stampa prima del match contro la Lazio. Di seguito le sue parole, riprese da CalcioLecce.it.
Su Cheddira: “L’ho trovato volitivo, voglioso di affrontare quest’avventura al meglio. Ci darà una grossa mano, lo conosce bene. Mi premeva soprattutto constatare la sua voglia e quando ci siamo sentiti mi ha detto subito “che bello”. Ci aiuterà perché non avevamo ora alternative a Stulic rispetto al quale ha caratteristiche differenti. Ha fatto solo un allenamento, ma può sia giocare dall’inizio che a gara in corso”.
La fase offensiva: “Quando hai squadre davanti come Inter e Milan devi sfruttare le poche occasioni che hai. Non ne abbiamo avute tante ma dovevamo essere più bravi nell’ultimo passaggio. Col Parma fu diverso, abbiamo creato tanto e dobbiamo ripartire da lì. A questa squadra gli si può rimproverare l’errore ma non certo l’impegno e l’atteggiamento c’è sempre stato, ce l’ha nel dna e dobbiamo mostrarlo ai tifosi. Poi quando difendi troppo rischi e dobbiamo migliorare”.
Lecce, Di Francesco: “Lazio? Dobbiamo pensare a noi stessi! Sul rientro di Berisha…”
Il rientro di Berisha: “Non so quando rientrerà precisamente Berisha, è un infortunio che può anticipare o ritardare e noi dobbiamo recuperarlo con equilibrio, può metterci due o tre settimane, non lo so. Per il resto i ragazzi si sentono bene, non ho nulla da rimproverargli sotto il profilo dell’impegno e dobbiamo certamente migliorare, altrimenti non staremmo a parlare dell’ultimo attacco del campionato”.
Sulla Lazio: “Credo che l’errore più grande che possiamo fare è guardare gli altri. Io devo preparare al meglio i miei, siamo nella lotta salvezza e dobbiamo preoccuparci dei nostri problemi per migliorare le nostre carenze. Ci sono state carenze, il calcio è basato sui risultati ma partiamo da basi e prestazioni, in particolare i 60 minuti con il Parma. La Lazio, al di là del mercato, ha una rosa costruita per arrivare tra le prime sei”.
Sulla partita: “Non guardo l’avversario, mi baso su quello che vedo sul campo. Conosco bene l’ambiente romano ma in campo ci vanno i professionisti e pensare che arrivi una squadra allo sbando sarebbe un grande errore. Lavoriamo sui nostri pregi e sulle nostre carenze. Abbiamo messo giocatori freschi, soprattutto dal punto di vista mentale. I giocatori in panchina sono fondamentali, togliendo gli ultimi 20 minuti avremmo una classifica diversa. La squadra deve sapere che anche 3 minuti possono essere fondamentali”.




