Alla vigilia dell’impegnativa trasferta dello Stadio Diego Armando Maradona contro il Napoli, l’allenatore del Como, Cesc Fàbregas, ha tenuto una lunga e articolata conferenza stampa. Tra la gioia per lo storico sorteggio dei gironi di Champions League, i dettagli di calciomercato e la disamina tecnica degli errori contro l’Udinese, lo spagnolo ha fatto il punto definitivo.
La Champions League, la Serie A e la gestione del mercato
Come vive il Como lo storico traguardo europeo e come procedono i movimenti di mercato?
Il tecnico lariano sottolinea la priorità assoluta del campionato e chiarisce le ultime trattative in entrata e in uscita:
“Gironi di Champions? È stato un pomeriggio speciale, per tutta Como, la società e i tifosi. Adesso voltiamo pagina. Sapevamo che sarebbero comunque state partite di livello altissimo, ma non voglio parlare troppo della Champions. Vogliamo vivere questa esperienza, ma nulla di più. Dobbiamo iniziare a vincere col Napoli però. Grandi sensazioni e grande esperienza, ma la Serie A è la cosa più importante della stagione.
Le rotazioni e l’inesperienza: Vogliamo creare una squadra equilibrata, dove tutti possano entrare in ogni momento. Quest’anno si faranno rotazioni per forza. Ho giocato la Champions per tanti anni, è una sfida molto importante per tutti noi. Siamo inesperti però. Non so dirti se con 20 o 25 giocatori siamo a posto. Si prova, però non ti posso dire al 100% come antenna. Proviamo con un’idea, ma è un’esperienza che magari tra 2-3 anni ci farà essere più pronti. Un processo accelerato, alle volte non sai come vivere queste situazioni. Ma per questo dobbiamo essere sereni e tranquilli.
Condizione e mercato: Qua si deve avere un senso di responsabilità dalla nostra parte. Oggi non possiamo sperare che tutti siano allo stesso livello. Parlavo con Vojvoda e mi diceva che all’Udinese ci sono pochi giorni liberi. Ogni allenatore e preparatore hanno una metodologia di lavoro differente. Noi vogliamo essere equilibrati. Dobbiamo essere tutti preparati, non dobbiamo avere paura. Poi magari si faranno degli errori, ho un gruppo molto giovane e tutti mi dicono di stare sempre bene. Mi devo fidare delle mie sensazioni. Ma la cosa più importante è che adesso il mercato sta finendo, spero di ritrovarmi per l’ultima volta con 4 portieri nel precampionato. Ci sono tanti dubbi, ma qua abbiamo sempre operato per prima cosa per la famiglia. Ho provato sempre a farlo, ma ti toglie tantissima energia con quelli che staranno sicuramente qua. Io anche da allenatore devo essere un po’ più egoista, ma il rispetto tanti ragazzi lo meritano.
Aggiornamenti sui singoli: Audero resta? Sì. Caqueret parte? Non vedo un Como senza Max. Ricci più o meno è già fatto, mancano un paio di ore affinché tutto sia chiaro. Tre punte in rosa? Siamo aperti a questo. Non te lo posso assicurare. Se aiutano in squadra e in campionato, oltre alla Champions… Dobbiamo avere gente fresca. Magari andiamo in Champions e cambiamo totalmente la squadra. La Champions è un regalo, capisco l’emozione di tutti ma le scelte in coppa devo ancora capirle. Liste Champions e Kambwala? Prima viene il Napoli. Ci sono due giorni dopo per fare la lista. Non ti posso garantire niente ora. Da quando ci siamo qualificati per la Champions la mia testa è girata abbastanza. Poi il mercato ti guida, così come le sensazioni e il gioco. Avremo 4-5-6 italiani in rosa, poi sappiamo che ne possono andare più”.
La sfida al Napoli, le scuse ad Allegri e la crescita dei giovani
Come prepara la gara del Maradona e quale insegnamento trae dalle polemiche passate?
Fàbregas spende parole di grande stima verso la società partenopea e rettifica i toni nei confronti di Massimiliano Allegri:
“La sfida contro il Napoli è contro una squadra matura. Al Maradona è una partita molto importante, sarà impegnativa, giocano insieme da tanti anni. Noi proviamo a costruire qui una cosa molto simile a quella fatta con De Laurentiis in 20-25 anni. Sono un grandissimo esempio per noi.
Il rapporto con Allegri: Allegri e quello che è successo a San Siro la scorsa volta? Mi pento di quanto accaduto, non siamo perfetti, imparerò. Ma massimo rispetto per il mister. Per lui e per il Napoli. Quanto c’è di Allegri in questo Napoli? C’è. Non lo conosco molto ma è molto intelligente. Vedo tante cose di Conte e di Allegri, poi ci sono giocatori fortissimi. C’è un po’ di mix, poi sono tornati al 4-3-3 con due esterni molto forti. Una squadra molto forte, lui ha messo un po’ di sue idee. Ma si adatta alle caratteristiche dei suoi giocatori. Si è visto già un Napoli diverso rispetto al precampionato.
L’inserimento dei giovani (Liberali e Kaiki): Ce ne sono di grandi talenti, ma li dobbiamo far giocare. Adesso noi con Liberali me la sento di farlo? In una posizione con grandissimi giocatori? Io lo vedo Mattia, il suo impatto e i suoi occhi. La sua opportunità la avrà. Poi devono rispondere. Mattia è entrato molto bene, Palma dell’Udinese ha fatto molto bene alla Samp. Ce ne sono di talenti italiani, ma adesso c’è un ct in Nazionale che ha grande voglia di farsi sentire con i giocatori giovani. È un vantaggio per tutti. Kaiki? Lui viene per giocare e competere con Alex Valle. Conosce tutto di quello di cui abbiamo bisogno. Lui mi piace molto, lo seguo già da tempo. Fisicamente i ragazzi non vogliono giocare sull’esterno destro. Ammazza tutti. Con la palla poi ti sorprenderà, quando inizierà a prendere il meccanismo. Può giocare, poi vediamo”.
L’analisi del campo: il gol subito con l’Udinese e il saluto a Morata
Quali correttivi richiede la difesa e come si conclude l’esperienza di Morata al Como?
Il mister lariano analizza nel dettaglio l’errore difensivo commesso contro i friulani ed elogia l’atteggiamento umano di Álvaro Morata:
La disamina del gol incassato: “Il gol dell’Udinese? Quando va bene sei un fenomeno, se no massacri tutti. È stata una combinazione dentro molto bella, se Nico fa un bel controllo magari andiamo in porta e non si parlerà mai di niente. La ricostruzione della giocata è stata sbagliata. Ramon non salta, rimane staccato e arriva il gol. Kamara poi è un velocista, sicuramente è difficile fermarlo poi. Si poteva fare meglio.
L’addio di Álvaro Morata: Si può leggere in un modo o nell’altro. L’uomo e il ragazzo. Il campo non è andato, noi avremmo voluto qualcosa di diverso. Con Douvikas ha avuto un grandissimo rapporto. Non si può trovare il suo valore, ma avere un ragazzo vicino che ti aiuta e che ti trasmetta cose da attaccante. Consigli. Álvaro è stato un fenomeno, fino all’ultimo giorno ieri. Possiamo solo ringraziarlo, gli facciamo un in bocca al lupo. I ragazzi lo stimano tanto, poi il campo parla. Ma la cosa più importante è che ha avuto un ruolo importante. Lui ha voluto questo”.




