Atalanta, Sarri: “Il mio passato alla Juve? Non rimpiango nulla. Raspadori in crescita, su Kristensen…”

In vista del match contro la Juvenjtus, il tecnico dell’Atalanta Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa, dove ha analizzato i possibili risvolti del match. Ecco le sue parole, riprese da TMW.

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La Dea ha concesso molti tiri: com’è il programma in difesa?
“Era una situazione diversa rispetto alla Lazio. La fase difensiva è stata troppo passiva nelle prime partite, non buone letture, però il baricentro era molto più alto. Staremo a vedere”.

Cosa ne pensa di questa gara?
Non ho rimpianti del mio percorso alla Juve. la vittoria dello Scudetto sembrava quasi scontata”.

E’ l’ultima gara prima della sosta: cosa ne pensa?
“Sono state date molto particolari considerando, mercato, Mondiali e pausa. Abbiamo preso dei giocatori ad agosto, la realtà dei fatti è questo: sbagliare, accumulare errori può portare una crescita per migliorare più avanti”.

Che ricordo ha di Mazzola e cosa ne pensa dei tanti mister esonerati fino ad ora?
“Io penso alle partite e basta. C’era una bella intervista a Klopp che dice che al primo anno i risultati non si vedono. Mazzola era il mio compagno di figurine quando ero ragazzino. Sono personaggi importanti nel mondo del calcio. Un grande giocatore ed è stato un piacere vederlo: sono ricordi che rimangono”.

Come sta Kristensen?
“Con noi si è allenato poco, però per fortuna si sta allenando molto con noi. Chiaro che ci vuole tempo, però è un giocatore importante”.

Cosa ne pensa della Juve di Spalletti?
“Sarà una gara molto dura. Abbiamo avuto anche un grande passato in comune. Il rapporto con Spalletti è buono, per il resto staremo a vedere”.

Come giudica Raspadori?
“Ricordo un anno a Napoli dove incideva molto nonostante non giocasse titolare. Ha fatto delle stagioni importanti, dove in questi due mesi ha fatto grande fatto grande fatica. In questo momento mi sembra un giocatore in crescita e nell’ultima partita penso l’abbia giocata bene. Non ha inciso sul risultato, ma ho l’impressione di un giocatore vivo”.

Queste prime quattro giornate non abbiamo visto uno 0-0: sta cambiando il vento in Italia?
“Giocare aumenta la possibilità anche di rischiare. E’ un fattore assai fondamentali, anche perché è un percorso in piena evoluzione. Vedo tante squadre che provano a giocare”.

Kessié e Gaetano possono giocare insieme?
“Certo, perché Kessié può fare anche più ruoli, così come Gaetano. Tuttavia penso che ilfuturo di Gaetano sarà come regista”.

Il centrocampo può essere chiave nel risultato?
“Voi giornalisti avete questa tendenza dove si vinca o si perda senza considerare i dettagli”.

È il secondo scontro diretto con una grande: che atteggiamento si aspetta?
“Ci sono scelte che variano molto in base alla partita. Però vorrei vedere 25 minuti di buon gioco trasformarsi in 60”.

Cosa ne pensa della pausa Nazionale?
“Ci sono tantissime cose da fare. Io penso che le Nazionali devono essere confinate in un peirodo di tempo: così è una situazione un po’ particolare. Nel mezzo c’è anche dell’ipocrisia”

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