Frosinone, Palmisani verso il Lecce: “Carnesecchi mi ha detto di continuare così per la Nazionale. Alvini decisivo”

Palmisani

In vista della prima di due sfide casalinghe consecutive contro il Lecce, il portiere del Frosinone, Lorenzo Palmisani, è intervenuto nella sala stampa dello Stadio Benito Stirpe. Protagonista di un avvio di stagione esaltante caratterizzato da parate determinanti e da un’ascesa fulminea in prima squadra, il giovane estremo difensore classe 2004 ha raccontato la sua crescita emotiva e tattica, rivelando retroscena importanti sui rapporti con colleghi di livello internazionale e sulla forza del gruppo ciociaro.

I complimenti di Carnesecchi e il legame con Meret: “Cresco confrontandomi con i migliori”

Quali retroscena ha svelato Palmisani sui confronti con i grandi portieri della Serie A?

L’estremo difensore dei canarini ha raccontato gli incroci e i consigli ricevuti prima e dopo le partite di campionato:

“In questo campionato si cresce tantissimo ed è fantastico confrontarsi con grandissimi portieri. Ho la fortuna di conoscerne diversi: con Alex Meret ci siamo sentiti al telefono il giorno prima della gara contro il Napoli e abbiamo chiacchierato a lungo. Cerco di rubare quanti più segreti possibile da loro.

Il retroscena su Marco Carnesecchi: “Domenica scorsa contro l’Atalanta abbiamo parlato prima e dopo il match. Nel tunnel degli spogliatoi ci siamo fermati un minuto e mi ha detto di continuare esattamente così, perché magari prima o poi arriverà la chiamata della Nazionale Maggiore. È stato un momento bellissimo”.

La fiducia di Alvini e l’evoluzione del ruolo: “Coprire la profondità è dura ma fondamentale”

Come è cambiata la carriera di Palmisani dopo lo stop di Sherri e cosa gli chiede il mister in campo?

Il giovane portiere ha ripercorso il momento della svolta e le richieste tattiche dello staff tecnico:

Dall’infortunio di Sherri alla titolarità: “La mia storia da titolare è iniziata con l’infortunio di Sherri, ma già prima di quel momento mister Alvini mi ha sempre sostenuto, dandomi la fiducia per esprimermi al meglio. Ogni tanto ho quasi paura a fermarmi a pensare a tutto quello che sta succedendo per timore che possa svanire, ma sono concentrato sul presente.

Le richieste tattiche nel gioco verticale: “Saltando spesso il centrocampo per giocare in verticale lasciamo molta profondità alle spalle della difesa. Io devo stare più alto per dare una mano alla squadra nei recuperi. Ci stiamo lavorando tanto perché il mister me lo richiede con insistenza: a volte è più dolce, a volte più duro (ride, ndr), ma sto migliorando”.

La forza del gruppo e l’obiettivo salvezza: “Forte chi non gioca come Desplanches e Pisseri”

Come si gestisce l’aspetto psicologico e la spinta dei compagni di reparto?

Palmisani ha elogiato la professionalità e l’unione presente nello spogliatoio gialloblù:

“Il portiere è un ruolo complicato e solitario, ma l’allenatore dei portieri e Frattali mi aiutano tantissimo a livello mentale nel lasciare fuori le pressioni esterne. La vera forza di questo Frosinone sono i compagni che non giocano ma si allenano fortissimo senza mai mettere il muso: ragazzi come Desplanches e Pisseri mi aiutano sempre e mi trasmettono serenità, permettendomi di dare di più anche per loro.

Focus Salvezza: “L’amaro in bocca dopo Bergamo c’è perché potevamo fare di più, ma il nostro stile è quello di attaccare sempre a prescindere dal risultato. L’obiettivo primario resta la salvezza: una volta raggiunta quella potremo ambire a qualcosa di più. Diventare un idolo per i bambini con la mia maglia è la soddisfazione più grande in assoluto”.

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